Attualità
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite si esprime sulla riforma Foti (Cass. civ., sez. un., ordinanza 25 agosto 2026, n. 24765)
● 27/10/2026
di Anna Paiano
Le Sezioni unite civili della Cassazione, con l’ordinanza 25 agosto 2026, n. 24765, hanno fornito un primo chiarimento sulla portata della legge 7 gennaio 2026, n. 1 (c.d. legge Foti) in materia di responsabilità erariale. La Corte ha precisato che la novella non può essere qualificata quale ius superveniens più favorevole. Essa, infatti, non ha introdotto una limitazione della responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti – che continua a essere circoscritta ai fatti commessi con dolo o colpa grave -, ma si è limitata a specificare, in positivo e in negativo, la nozione di colpa grave rilevante ai sensi dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20. In particolare, la nuova disciplina ha individuato quali ipotesi di colpa grave la violazione manifesta delle norme applicabili, il travisamento del fatto e l’affermazione o negazione di fatti incontrovertibilmente risultanti dagli atti, escludendola, invece, quando la condotta sia determinata dal riferimento a indirizzi giurisprudenziali prevalenti o a pareri delle autorità competenti.
In sintesi, a parere delle Sezioni Unite, la legge Foti non ha “ridisegnato” i confini della responsabilità erariale, ma ha semplicemente reso più puntuale la nozione di colpa grave.
La Cassazione non si è poi espressa sull’applicabilità della disciplina introdotta dalla legge Foti nel caso concreto, trattandosi di questione di merito rimessa alla valutazione della Corte dei conti.
Le Sezioni Unite, infine, hanno ribadito l’autonomia dell’azione erariale rispetto all’azione civile, anche quando entrambe riguardino i medesimi fatti, in ragione della diversa funzione svolta: la prima prevalentemente sanzionatoria e posta a tutela dell’interesse pubblico, del buon andamento della pubblica amministrazione e del corretto uso delle risorse pubbliche, la seconda riparatoria e compensativa.