Una manovra senza disavanzo e senza strategia
● 11/02/2026
di Anna Paiano
La legge di bilancio 2026-2028 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) prevede un intervento di circa 22 miliardi di euro.
Sul piano fiscale, la manovra introduce una revisione dell’imposizione sui redditi delle persone fisiche, prevedendo la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto del ceto medio. Tale misura è tuttavia sterilizzata per i redditi più elevati, superiori a 200.000 euro, al fine di preservare la progressività del sistema tributario. Parallelamente, viene confermato e ampliato il ricorso a regimi fiscali agevolati per specifiche componenti retributive, tra cui gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, i premi di produttività e le prestazioni di lavoro notturno e festivo, rafforzando il legame tra dinamica salariale, produttività e contrattazione collettiva. In continuità con le politiche degli anni precedenti, sono inoltre confermati gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l’acquisto di mobili, nonché la soglia di accesso alla flat tax per i lavoratori autonomi.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda il sostegno alle famiglie e le politiche sociali. La manovra prevede una revisione dei criteri di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), innalzando la soglia di esclusione del valore della prima casa, con l’effetto di ampliare la platea dei beneficiari delle prestazioni sociali agevolate. Vengono potenziate le misure a favore della genitorialità, attraverso l’incremento del bonus per le madri lavoratrici e il rafforzamento dei congedi parentali e per la malattia dei figli. Accanto a ciò, sono introdotti o rifinanziati strumenti di sostegno al reddito per i nuclei in condizioni di maggiore fragilità economica, quali il bonus per l’acquisto di libri scolastici, il contributo alle famiglie che optano per scuole paritarie e il rifinanziamento della “Carta dedicata a te” per l’acquisto di beni di prima necessità.
In materia previdenziale, la legge di bilancio 2026 interviene in modo selettivo sui requisiti pensionistici, sterilizzando l’aumento dell’età pensionabile per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose e prevedendo incrementi più graduali per le altre categorie. Sono inoltre prorogate alcune misure di flessibilità in uscita, come l’APE sociale, e rafforzato il secondo pilastro previdenziale attraverso l’estensione dell’obbligo di conferimento del TFR al fondo INPS e l’introduzione dell’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato. Contestualmente, viene disposto un incremento delle pensioni per i soggetti in condizioni di disagio economico, con l’intento di tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione anziana.
La manovra dedica ampio spazio al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, prevedendo un significativo incremento delle risorse disponibili nel triennio di riferimento. Tali stanziamenti sono finalizzati, in particolare, al rafforzamento degli organici, al miglioramento delle condizioni economiche del personale sanitario e all’attuazione di misure volte alla riduzione delle liste di attesa, al fine di garantire l’effettività dei livelli essenziali di assistenza e migliorare l’accessibilità alle prestazioni sanitarie.
Per quanto concerne il sistema produttivo, la legge di bilancio conferma e potenzia gli strumenti di incentivazione agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale, introducendo un regime di iperammortamento per i beni strumentali funzionali alla trasformazione dei processi produttivi. Vengono altresì rifinanziati i principali strumenti di sostegno alle imprese, tra cui i crediti d’imposta per il modello Industria 4.0, per le Zone economiche speciali e per le Zone logistiche semplificate, nonché le misure dedicate alle micro, piccole e medie imprese, come la Nuova Sabatini. In questo quadro si inserisce anche la proroga della sterilizzazione delle imposte su plastica e bevande zuccherate.
Un contributo rilevante al finanziamento della manovra è richiesto al settore finanziario. In particolare, è previsto un aumento temporaneo dell’aliquota IRAP a carico di banche e assicurazioni, accompagnato da una revisione delle regole di deducibilità fiscale e dall’introduzione di contributi straordinari sugli extraprofitti, in un’ottica di maggiore equità nella distribuzione del carico fiscale.
Infine, la manovra introduce misure di pacificazione fiscale per i contribuenti con carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023, consentendo la definizione agevolata dei debiti mediante pagamento in un’unica soluzione o attraverso una rateizzazione di lungo periodo.
Pur collocandosi in continuità con le manovre precedenti e senza determinare un incremento del disavanzo, la legge di bilancio 2026-2028 presenta un impianto fortemente frammentato, caratterizzato da un ampio ricorso a misure settoriali e a interventi di natura agevolativa e assistenziale. Conseguentemente, la manovra sembra privilegiare il perseguimento di obiettivi di breve periodo e di consenso, a scapito di una più incisiva strategia di crescita e sviluppo.