Recenti e prossime pronunce della Corte costituzionale in tema di finanza pubblica

11/12/2025

di Ignazio Spadaro

Lo scorso anno la Corte costituzionale è intervenuta in tema di finanza pubblica col deposito di 21 sentenze, per lo più vertenti su disposizioni di legge regionali (13 pronunce) impugnate in via principale (7 pronunce).

In particolare, gli accoglimenti hanno riguardato incrementi di spesa per il funzionamento degli organi di governo (sentenza 15 novembre 2024, n. 180), per indennità, retribuzione e formazione professionale del personale dipendente (sentenza 29 ottobre 2024, n. 169; sentenza 22 luglio 2024, n. 141; sentenza 23 aprile 2024, n. 68) e per il finanziamento di enti regionali (sentenza 4 gennaio 2024, n. 1; sentenza 29 ottobre 2024, n. 170); la violazione dei piani di rientro previsti dalla legislazione statale per disavanzo eccessivo (sentenza 4 luglio 2024, n. 120; sentenza 2024, n. 9; sentenza 14 maggio 2024, n. 87); le regole di contabilità pubblica(sentenza 11 marzo 2024, n. 39; sentenza 18 aprile 2024, n. 58).

Per contro, le questioni sollevate dalle Regioni avverso leggi statali sono state dichiarate tutte prive di fondamento o inammissibili, con tre sole eccezioni: la concessione di finanziamenti ministeriali per la «creazione e riqualificazione di aree attrezzate di sosta temporanea a fini turistici» e la «valorizzazione del turismo all’area aperta», la cui norma istitutiva è stata vittoriosamente impugnata dalla Regione Campania sulla base del principio di leale collaborazione (sentenza 16 luglio 2024, n. 130); la definizione dei criteri di accesso delle imprese al fondo statale «per il ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici» (sentenza 22 luglio 2024, n. 139, anch’essa emessa su iniziativa della Regione Campania); la disciplina dei trasferimenti di risorse correlati alla «concessione di forme e condizioni particolari di autonomia» ex art. 116, co. 3 Cost. (si tratta della nota sentenza 3 dicembre 2024, n. 192, il cui dispositivo contiene peraltro 52 punti).

Nel corso del 2025, in tema di finanza pubblica si profilano ulteriori pronunciamenti densi d’interesse, anch’essi occasionati da giudizi promossi in via principale. In particolare, vanno segnalate tre questioni appena iscritte a ruolo. La prima, in ordine di deposito, concerne l’art. 1, comma 1 della legge della Regione Sardegna 20 agosto 2024, n. 12, nella parte in cui esso consente, a certe condizioni, che alla prescrizione di farmaci a carico del SSR siano abilitati anche i medici in quiescenza, reclutati dall’Azienda regionale Salute con contratti di tipo libero-professionale (ricorso n. 39/2024). Una seconda questione verte sull’art. 26 della legge della Regione Puglia 13 novembre 2024, n. 28, che stabilizza i superiori livelli essenziali di assistenza già finanziati dallo Stato in via solo provvisoria e sperimentale, attingendo ai medesimi trasferimenti (ricorso n. 2/2025), mentre la terza ha ad oggetto l’art. 28, comma 16 della legge della Regione Siciliana 18 novembre 2024, n. 28, che incrementa del 7% i compensi alle strutture riabilitative, terapeutiche ed assistenziali per disabili, con corrispondente assottigliamento della dotazione finanziaria del SSR già inserita nel bilancio di previsione 2024-2026 (ricorso n. 3/2025).

I giudizi de quibus implicheranno delicati bilanciamenti tra effettività del welfare e tenuta dei conti pubblici, anche alla luce del principio di leale collaborazione in senso verticale. Un certo rilievo potrebbe rivestire, allora, la cd. «sensibilità politica» dei singoli membri del Collegio, come da ultimo reintegrato nella sua composizione ordinaria. È noto, infatti, che il 13 febbraio 2025 il Parlamento in seduta comune, al quattordicesimo scrutinio, ha colmato i seggi rimasti vacanti negli scorsi mesi eleggendo il prof. Francesco Saverio Marini, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il prof. Massimo Luciani, emerito di Istituzioni di diritto pubblico nella Sapienza – Università di Roma, la prof.ssa Maria Alessandra Sandulli, ordinaria di Diritto amministrativo nell’Università di “Roma Tre” e l’avv. Roberto Nicola Cassinelli, cassazionista.

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