Accesso ai dati bancari e tutela della vita privata: la Corte EDU nel caso Ferrieri e Bonassisa c. Italia

26/01/2026

di Anna Paiano

 

Nel caso Ferrieri e Bonassisa c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo si è espressa sulla compatibilità con l’articolo 8 della CEDU della normativa italiana che consente all’Agenzia delle entrate di accedere ai dati bancari dei contribuenti nell’ambito degli accertamenti di natura tributaria.

La Corte ha affermato che l’acquisizione e l’esame dei dati bancari costituiscono un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata del contribuente. Sebbene tale ingerenza persegua un obiettivo legittimo, ossia la tutela dell’interesse pubblico alla riscossione, essa deve essere disciplinata da una normativa conforme ai principi dello Stato di diritto.

In particolare, la Corte ha ritenuto che la legislazione italiana non soddisfi i requisiti di accessibilità, prevedibilità e precisione richiesti al riguardo dalla Convenzione. Le disposizioni vigenti attribuiscono infatti alle autorità fiscali un potere discrezionale molto ampio, senza definire in modo chiaro le circostanze e le condizioni che giustificano l’accesso ai dati bancari. Inoltre, non è previsto un obbligo di motivazione della richiesta di accesso, né è garantito un rimedio giurisdizionale adeguato e tempestivo per contestare la richiesta. Di conseguenza, i contribuenti non dispongono di garanzie sufficienti contro il rischio di arbitrarietà o abuso da parte dell’amministrazione.

La Corte ha quindi invitato lo Stato italiano ad adottare riforme legislative idonee a garantire un equilibrio tra esigenze fiscali e tutela dei diritti fondamentali.

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